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immagine ingrandita Paesaggio (apre in nuova finestra) La collocazione geografica di Villa in un punto nodale sulla via di comunicazione che da tempi immemorabili risale la valle del Toce per sfociare nell'Oltralpe ha conferito al centro ossolano un carattere di particolare importanza perché, nell'ambito dell'abitato, la strada doveva innanzi tutto valicare il corso dell'Ovesca e quindi suddividersi in due rami;da Villa infatti si dipartiva la strada per la Valle Antrona e per il passo si Saas che per diversi secoli ha rappresentato il principale valico alpino della regione ossolana.
La stessa famosa iscrizione romana di Vogogna del 196 pare faccia riferimento alla strada di Antrona piuttosto che a quella del Sempione, quale grande arteria valicante le Alpi.
Quando alla fine del XIII secolo l'attività mercantile milanese ebbe un forte impulso espansivo tendente a raggiungere i mercati delle Fiandre e della Champagne, la via ossolana verso i valichi alpini assunse un ruolo di primaria importanza internazionale. Tale percorso venne da allora chiamato "Strada Francisca".
La localizzazione strategica del centro villese emerse quando, in luogo di un semplice guado custodito per valicare l'Ovesca, venne costruito un ponte nelle immediate adiacenze dell'imbocco della strada che percorre la Valle Antrona e perviene nella valle di Saas afferente alla valle del Rodano. Sarà di poco successiva la denominazione di "Strada Antronesca" per il corso da Villa all'alta Valle Antrona.
immagine ingrandita Ponte e Noga (apre in nuova finestra) Se nei riguardi della "Strada Antronesca" Villa ebbe un ruolo primario, come centro dislocato sul percorso della "Strada Francisca" ebbe invece una posizione secondaria, essenzialmente legata alla custodia e alla manutenzione del ponte sull'Ovesca. Tuttavia il benefico ritorno sull'economia locale prodotto dai traffici internazionali fu rilevante anche per Villa, giacché la "Strada Francisca", provenendo dai laghi prealpini lombardi, per diversi tracciati raggiungeva le maggiori aree economiche dell'Occidente europeo.
Attraverso il passo del Sempione, solcato da una mulattiera edificata direttamente dal ceto mercantile lombardo, ci si inoltrava sui percorsi verso la regione francese, collegati con la valle dei Rodano; attraverso i passi del Grimsel, del Gries e di San Giacomo si raggiungevano i centri mercantili della Svizzera centrale e orientale che a loro volta conducevano ai mercati germanici. Questa situazione, caratterizzata dalla presenza di molteplici valichi usufruibili dal traffico commerciale e mantenutasi vivacemente attiva fino al XVIII secolo, venne mutata con l'apertura della strada napoleonica che, attraverso il passo del Sempione, raggiungeva Ginevra e quindi il cuore dell'Europa.
La prima carrozzabile alpina della storia consacrava definitivamente quella supremazia della via del Sempione sulle altre vie transitanti le Alpi sul territorio ossolano già emersa nel Seicento, all'epoca dell'incanalamento sulla mulattiera della Val Divedro del commercio del sale ad opera del nobile vallesano Kaspar Stockalper, "le roi du Simplon".
L'arteria viaria voluta da Napoleone per collegare direttamente Parigi e Milano, aperta nel 1806, assorbì quasi completamente i trasporti poiché le persone e le merci potevano essere trasferite a mezzo di veicoli su ruote più rapidamente e agevolmente rispetto a quelle ancora someggiate dagli animali. Un servizio postale su diligenza venne istituito sulla tratta Domodossola-Briga, e rimase attivo sino ai primi anni del XX secolo.
La strada del Sempione - ben lungi dall'esercitare quella funzione strategico - militare per la quale era stata concepita dall'Imperatore dei francesi, e sottoutilizzata dal punto di vista commerciale dai nuovi padroni, i re di Sardegna dell'Età della Restaurazione - aprì una nuova porta verso l'Italia a quei turisti colti che dai Paesi europei si recavano quasi in pellegrinaggio a visitare i luoghi e i monumenti maggiori della civiltà romano - cristiana. Anche Villa fu luogo apprezzato per una sosta di fronte al colle della Noga, più di una volta compreso come illustrazione nei molti "Voyeges pictoresques" che furono guida e delizia dei viaggiatori ottocenteschi.

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