Salta al contenuto
Rss




immagine ingrandita San Bernardo (apre in nuova finestra) Al decadere dell'Impero, dissolto dall'urto delle invasioni barbariche, una prima organizzazione amministrativa sostitutiva di quella romana si ebbe alla fine del VI secolo con il dominio imposto all'Italia dai Longobardi. Anche l'Ossola rientrò nel nuovo assetto, dipendendo dal duca longobardo insediato nell'isola di S. Giulio, cosicché l'antico municipio di Oscela mantenne probabilmente la sua unità territoriale come Giudicarla longobarda, facente capo al castello di Mattarella. Ugualmente le comunità di Villa e Valle Antrona vennero verosimilmente riunite in un'unica Arimania sottoposta anch'essa agli amministratori di Mattarella.
Si vennero così a porre la basi di quella unità territoriale che si protrasse sino all'alto medioevo, quando venne poi frammentata nelle due comunità distinte di Villa e Valle Introna.
Una prima forma di autonomia locale si manifestò quando, sotto la popolazione dei Franchi, gran parte del potere amministrativo venne affidato ai vescovi di elezione imperiale, che organizzarono il territorio attorno a una serie di circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dalla pieve di Oxila o Oscella - nomi altomedievali di Domodossola -, cuore della vita religiosa locale. E' riconducibile a questo periodo a cavallo fra la fine del primo e l'inizio del secondo millennio l'erezione delle chiese dei SS. Fabiano e Sebastiano a Villa (più tardi posta sotto il titolo di S. Bartolomeo) e di S. Ambrogio a Seppiana.
Nel 1014 l'imperatore Enrico II concesse al vescovo di Novara Pietro il Prudente in feudo il contado dell'Ossola Superiore, che aveva per confine meridionale il corso dell'Ovesca, per cui il territorio di Villa venne compreso nei domini della diocesi.
immagine ingrandita Strada Antronesca (apre in nuova finestra) Fra i beni dati al vescovo di Novara alcuni erano stati sottratti ai conti di Castello, avversari dell'imperatore; di questa nobile casta dovrebbe essere testimonianza locale una chiave d'arco incisa con il loro stemma, ritrovata nella omonima località dominate l'incrocio che sorge alla confluenza della "Strada Antronesca" nella "Strada Francisca".
A quel tempo la comunità di Villa, sviluppatasi da un nucleo abitativo risalente forse all'epoca della dominazione romana, si configurava già come comunità organizzata su un proprio territorio, ossia un'associazione di proprietari terrieri residenti ciascuno in una propria casa entro il limiti del territorio comunale, costituito dall'insieme delle proprietà private unite ai terreni d'uso comune.
In tale periodo si manifestava il diritto di vicinatico basato sul possesso di un fuoco inteso come nucleo familiare.
L'autorità del feudatario Vescovo - conte intorno al Duecento venne messa in discussione dall'intervento del comune di Novara, fautore di una politica di espansione della propria giurisdizione interessante anche le valli ossolane; i novaresi sottomisero alla propria autorità persone e beni sottratti al feudatario, e parimenti si sostituirono a quei signori che in precedenza avevano detenuto potere di giurisdizione e beni sia nell'Ossola Inferiore sia, in piccola parte, nell'Ossola Superiore.
Come fosse regolata la vita comunitaria lo si può desumere dagli Statuti comunali datati 1345, la più antica redazione di simili atti a tutt'oggi conservata. Accanto ad alcune regole di comportamento sociale e a normative riguardanti il mantenimento di funzioni pubbliche, emerge per importanza la regolamentazione dei beni sfruttati dall'attività agricola o dall'allevamento del bestiame.
Il comune di Villa seguì le sorti del contado dell'Ossola Superiore prendendo parte agli eventi storici maggiori che interessarono il territorio, come nel 1307 quando sostenne il moto di ribellione contro il vescovo Uguccione dei Borromei, sorto a Domodossola e guidato da Guglielmo Petrazzano di Pallanzeno.
Quando l'autorità episcopale nel 1311 venne riaffermata nell'Ossola Superiore dalle truppe milanesi di Matteo Visconti, Villa subì il saccheggio più disastroso della sua storia: 150 case vennero bruciate in quella drammatica circostanza.
Nel 1381, fra i rappresentanti dell'Ossola che firmarono l'atto di dedizione a Gian Galeazzo Visconti figurarono anche i rappresentanti di Villa e Valle Antrona. Con tale atto Villa, con tutta l'Ossola, entrò a far parte dello Stato di Milano, a cui rimase soggetta per quattro secoli.
Dalla sudditanza allo Stato di Milano sortirono almeno in parte effetti positivi per tutta l'Ossola e anche la comunità di Villa ebbe il beneficio di vedere approvati nel 1466 dal duca di Milano Francesco Sforza gli Statuti, implicanti un significativo miglioramento nell'amministrazione dei beni comunali.
Durante il penultimo decennio del XV secolo anche la comunità di Villa venne coinvolta nei fatti d'arme passati alla storia con la denominazione di "guerre di Lombardia". Infatti, benché gli abitanti di Villa e Valle Antrona non abbiano partecipato direttamente alla battaglia di Crevola, furono attivi e combattivi nel rintuzzare le avvisaglie aggressive innescate dai contingenti elvetici prima d'essere impegnati nella battaglia vera e propria.

Clicca sull'anteprima per visualizzare le immagini ingrandite




Inizio Pagina Città di VILLADOSSOLA (VB) - Sito Ufficiale
Via Marconi n.21 - 28844 VILLADOSSOLA (VB) - Italy
Tel. (+39)0324.501411 - Fax (+39)0324.575097
Codice Fiscale: 00233410034 - Partita IVA: 00233410034
EMail: municipio@comune.villadossola.vb.it
Posta Elettronica Certificata: comunedivilladossola@postecert.it
Web: http://www.comune.villadossola.vb.it


|