Salta al contenuto
Rss




L'insediamento industriale nell'Ossola, e in particolare a Villadossola, secondo lo storico T. Bertamini, inizia nel 1804 da parte della "Pietro Maria Ceretti" con la costruzione di "un forno per riscaldare la ghisa reale onde trasformarla in ferro ed un grosso maglio, il tutto azionato dalla forza idraulica fornita da una roggia derivata dal vicino "Ovesca".
immagine ingrandita Montecatini (apre in nuova finestra) In questa fase compaiono due elementi innovatori: la presenza del minerale ferroso di Ogaggia in Valle Antrona e lo sfruttamento delle cadute d'acqua al fine di produrre energia utilizzabile per far funzionare le macchine. Nel 1830, sempre secondo la fonte citata, si lavoravano già 4 quintali al giorno di ghisa, anche se nel periodo invernale il lavoro veniva sospeso a causa del freddo.
Vi erano in quell'anno 13 occupati in fabbrica. Da allora i dati relativi alla produzione e al numero degli occupati presero a crescere in progressione geometrica. Nel 1859 fu costruito un altoforno moderno e la produzione di ghisa passò a 40 quintali giornalieri.
Nel 1881 la manodopera impiegata era salita a 186 persone con un indotto di circa 300 persone.
Si stava entrando nella fase del decollo industriale per il nostro paese, reso possibile dall'adozione dell'energia idroelettrica nel processo produttivo e alla conseguente fine del vincolo del possesso di materie prime quale condizione irrinunciabile per lo sviluppo industriale.
Verso la fine del secolo fu costruita la prima centrale idroelettrica dell'Ossola che, sempre secondo Bertamini, ebbe una potenza installata di soli 400 hp, sufficienti comunque a far funzionare un nuovo laminatoio. immagine ingrandita Sisma (apre in nuova finestra) La produzione passò da sole 90 tonnellate mensili di acciaio a 1.000. Congiuntamente a un sempre più intenso sfruttamento dell'energia idroelettrica, l'arrivo della ferrovia (la Novara-Domodossola venne completata l'8 settembre 1888) e il successivo stabilirsi di un collegamento internazionale attraverso il tunnel del Sempione (1906) favorirono lo sviluppo industriale di Villadossola.
Nel 1892 i fratelli Vittore ed Enrico Ceretti, figli di Ignazio, titolare della Pietro Maria Ceretti, iniziarono un'attività di bulloneria in Villadossola che assumerà durante il secondo conflitto mondiale la denominazione "SISMA".
A tali strutture aziendali che si consolideranno nei primi decenni del Novecento, se ne affiancarono altre, in settori differenti (Montecatini, SASA, SIPS).
Il paese crebbe in relazione all'accresciuta dimensione delle fabbriche. Nel 1943, Villadossola aveva 5.812 abitanti e poteva già contare su di una struttura aziendale costituita dalla Pietro Maria Ceretti (acciaieria e fonderia, circa 500 dipendenti), dalla SASA (Società Anonima Saccherie Agricole, circa 250 dipendenti), dalla SISMA (acciaieria, con circa 1.000 dipendenti), dalla Montecatini (con circa 500 addetti nel settore chimico) e dalla SIPS (Società Italiana di Prodotti Sintetici, con circa 250 occupati). immagine ingrandita Metallurgia Ossolana (apre in nuova finestra) Il fenomeno del pendolarismo verso Villadossola doveva assumere notevoli proporzioni già allora se si considera la proporzione tra il numero totale degli abitanti del comune e quello, pari a 2.250 unità, degli occupati nelle fabbriche locali.
Dell'importanza che andava assumendo il polo industriale ossolano se ne accorse anche l'esercito d'occupazione tedesco che impose alle aziende di Villadossola di lavorare per il "fabbri-guerra".
Il secondo dopoguerra vede Villadossola perseguire ancora più intensamente la propria vocazione industriale; la dinamica dello sviluppo industriale in questi anni si compone di buoni momenti di sviluppo intervallati da brevi periodi di crisi fin verso gli anni Settanta.
Gli anni della crisi petrolifera e dell'avvio della congiuntura negativa nel settore dell'acciaio - caratterizzato da una stagnazione del mercato a dal proliferare di concorrenti dal costo del lavoro sensibilmente inferiore - risultano fatali alle aziende di Villadossola.
Da allora inizia il calo irreversibile, condizionato anche dal trasferimento della Ceretti a Pallanzeno.
Gli anni Novanta rappresentano comunque l'atto conclusivo di una svolta epocale per l'industri ossolana, delineatasi già venti anni fa. Il più grande centro industriale ne esce stravolto, ridimensionato. La ridifinizione urbanistica dell'area ove sorgeva la storica fabbrica Ceretti darà un aspetto diverso, meno industriale, al paese, quasi simboleggiando questa tormentata metamorfosi vissuta da Villadossola in questi anni.
Villadossola conserva ancora la sua peculiarità di centro industriale, ma i dati relativi alla popolazione attiva negli ultimi 30 anni sottolineano il crollo verticale delle grandi industrie. Di contro c'è stato un rifiorire della piccola impresa industriale e artigianale che ha solo parzialmente compensato il cambiamento.

Clicca sull'anteprima per visualizzare le immagini ingrandite




Inizio Pagina Città di VILLADOSSOLA (VB) - Sito Ufficiale
Via Marconi n.21 - 28844 VILLADOSSOLA (VB) - Italy
Tel. (+39)0324.501411 - Fax (+39)0324.575097
Codice Fiscale: 00233410034 - Partita IVA: 00233410034
EMail: municipio@comune.villadossola.vb.it
Posta Elettronica Certificata: comunedivilladossola@postecert.it
Web: http://www.comune.villadossola.vb.it


|